Caro Gasolio, perché le Associazioni Agricole tacciono?
10-06-08
La questione del gasolio ma più in generale del petrolio la vogliono far apparire complessa ma la cosa è di una semplicità disarmante. Prima di passare all’analisi della mia affermazione voglio premettere che per smascherare la truffa tutto a favore dei petrolieri,delle banche americane e dei governi centrali c’è una sola una sola cosa da fare, iniziare una lotta fatta di scioperi, di disobbedienza civile, di azioni tese a danneggiare i fruitori della truffa. Bisogna mettersi da subito a fianco dei pescatori, dei camionisti europei ( per ora più in penisola Iberica e Francia) ed essere un numero impressionante di consumatori consapevoli che si ribellano alla truffa. Il gasolio agricolo, necessario per azionare le macchine agricole senza le quali non ci sarebbe produzione agricola e beni alimentari sulle nostre tavole, è praticamente raddoppiato in poco più di un anno. Perché le associazioni agricole europee non scendono in piazza a protestare con i pescatori ed i camionisti contro il caro petrolio? Attenzione, non per battere a cassa con contributi e protezionismo ma semplicemente ribellarsi ad un sistema che va smascherato.
Veniamo all’analisi. Si dice e si scrive da più parti che la forte domanda mondiale di petrolio ed altri idrocarburi di paesi emergenti quali India e Cina spingano al rialzo il prezzo del greggio, è vero ma molto, molto parzialmente, rappresenta solo il dieci per cento del fenomeno. Gli studiosi dicono poi che per calmierare il prezzo,sicuramente oltre i duecento dollari al barile per fine anno debbono intervenire azioni che calmino ed indeboliscono la domanda, in parole povere mettere su virtuosismi che riducono i consumi di greggio. Sapete chi non può ridurre la domanda di greggio perché per loro i virtuosismi sono perdita di tempo, gli Stati Uniti d’America che resta il più grande importatore di greggio mondiale per consumi interni, leggi automobili. In tutto il mondo, le case costruttrici di automobili spinte da leggi e consumatori consapevoli hanno costruito automobili sempre più a bassi consumi, quasi dodici chilometri la media per litro, contro la media americana che è di sei chilometri per litro. Veniamo alla speculazione messa in atto sul petrolio. Da dove può provenire la grande speculazione? Ma sì sempre dal gigante con piedi d’argilla dal nome stati Uniti d’America, motivo uno solo salvare le grandi banche USA dal tracollo mutui insoluti. In accordo con i grandi gruppi petroliferi americani è da un anno e mezzo che hanno messo su un sistema speculativo con acquisti sempre più crescenti ed inducendo paesi vassalli e petrolieri a non aumentare l’offerta. Forte domanda, poca offerta prezzo alto. I profitti che ne derivano sono suddivisi tra banche e petrolieri, quando finirà? Quando le banche in difficoltà avranno rimesso a posto i bilanci. Chi sono i complici e gli approfittatori ulteriori? I Governi dei paesi industriali, uno è l’Italia che fa tesoretti per poi sperperare facendo pagare in modo indiretto agli ignari consumatori- cittadini. Breve e semplice analisi: un litro di carburante alla pompa ha un costo totale per il consumatore che proviene dal costo della benzina, costo della distribuzione fino all’erogazione e dalle tasse (IVA, accise ed altro). Ebbene le tasse genericamente dette rappresentano i due terzi del costo del carburante alla pompa. Quando il governo fa la previsione del bilancio tra le entrate future mette le tasse sul carburante stimando i consumi a media di prezzi correnti e mette in bilancio che nell’anno entreranno x miliardi di euro. Ma se accade che il prezzo del greggio sale lo stato tramite semplici automatismi di prelievo fa lievitare di molto quell’aumento. Decine e decine di miliardi di euro in più il governo ha incassato indirettamente dai cittadini in questo ultimo anno senza averne diritto. L’inflazione in più che si genera per la voce idrocarburi, è bene che si sappia, per la maggior parte è generato dallo stesso Stato. Bene farebbe lo stato a cominciare ad eliminare i prelievi calcolati percentualmente sugli aumenti di greggio, così come i distributori. La corsa dell’inflazione per lo più è legato al caro petrolio in modo diretto ed in più per gli alti costi di produzione che hanno alcune categorie come gli agricoltori che generano aumenti dei prezzi dei generi alimentari. La spirale va fermata, va smascherata e se è necessario………….. che si dichiari guerra agli Stati Uniti d’America.
Luigi Di Lello
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